Tra gli eventi più attesi dell’anno in ambito televisivo vi è senza dubbio The Young Pope, serie televisiva che segna l’approdo di Paolo Sorrentino sul piccolo schermo. Le prime due puntate di questa serie che si preannuncia controversa e affascinante sono state proiettate in anteprima al Festival del Cinema di Venezia e l’accoglienza da parte del pubblico è stata a dir poco entusiasta, come testimoniano i quasi 10 minuti di applausi.

Paolo Sorrentino torna ad un tema a lui caro

Che si sia di fronte ad un’opera dietro cui c’è la mano sapiente di Palo Sorrentino lo si capisce subito e chi il 21 ottobre si sintonizzerà su Sky Atlantic per vedere i primi episodi di The Young Pope concorderà sicuramente con quanto detto.

Ma al di là del piano stilistico, ciò che va messo in risalto è come Paolo Sorrentino per questa sua prima volta sul piccolo schermo abbia scelto ad un tema a lui molto caro e su cui già ci ha fornito un film notevole come “Il Divo”, ovvero il Potere. Il regista napoletano, almeno a giudicare dalle prime due puntate di The Young Pope sembra voler tornare ad interrogarsi e ad interrogare gli spettatori su alcune grandi questioni: quali effetti ha il potere sugli uomini e come questi si rapportano ad esso? Il regista, lo si capisce subito, risulta assai interessato alle dinamiche del Potere e l’idea di scrivere una serie con al centro la Chiesa Cattolica risulta in questo senso assai logica.

Ma sbaglierebbe chi dovesse pensare a The Young Pope come ad una serie incentrata solo su determinate tematiche o come una serie “anticlericale”. Si è invece di fronte ad un prodotto dove c’è un racconto, intorno al quale il regista modella le proprie riflessioni esistenziali, messe di volta in volta in bocca ai vari personaggi. Insomma, Sorrentino sembra non aver sofferto il cambiamento che inevitabilmente si deve compiere quando si passa dallo scrivere la sceneggiatura di un film al lavorare su una per una serie televisiva.

E il fatto che il regista napoletano vi sia riuscito senza far venire meno quelle che sono le caratteristiche, stilistiche e di scrittura, che lo hanno reso uno dei cineasti più noti a livello internazionale, è un grande punto a favore di questo The Young Pope che a ottobre debutterà su Sky Atlantic.young-pope

Sorrentino si adatta perfettamente al formato della serie tv

Al regista va dato atto di aver compreso come la serie televisiva sia qualcosa di si vicino ad un film ormai, ma di molto diverso da una pellicola cinematografica. Questo lo si capisce dal ridotto numero di sequenze grottesche e oniriche.

Tali sequenze sono presenti, ma Sorrentino riesce ad inserirle in modo non forzato e senza esagerazione. Inoltre The Young Pope conferma come Sorrentino sia forse tagliato naturalmente per la serie televisiva, vista l’abilità nel tratteggiare i personaggi che terranno compagnia agli spettatori di Sky Atlantic per dieci episodi.

Un cast ottimamente assortito

Ottima impressione nelle due puntate viste in anteprima a Venezia ha destato il cast. Una menzione particolare va fatta per Silvio Orlando a cui la parte del Cardinale Voiello sembra letteralmente cucita su misura.

Il suo è un personaggio molto interessante e la sensazione, guardando il ruolo che l’attore napoletano è chiamato ad interpretare, quello di un cardinale dalle mille facce e che si ritrova a commettere un errore di strategia pensando che Lenny Belardo (The Young Pope) sarà un suo burattino, è che la scelta di chi selezionare per il cast sia stata davvero accurata.
E questa sensazione la si percepisce moltissimo guardando l’ottima performance fornita da Jude Law: il suo personaggio è assolutamente enigmatico e Sorrentino con la creazione del personaggio di Pio XIII sembra mirare a minare l’idea che la società occidentale in primis si è fatta della figura del Pontefice negli ultimi 60 anni, ovvero quello di una istituzione “alla mano” e “paciosa”.

Il personaggio di Jude Law sembra cinico e disincantato e pronto a tutto pur di combattere, non si sa ancora per arrivare dove, la gerarchia vaticana. La presenza poi di un nome storico del cinema americano e internazionale come quello di Diane Keaton fa capire come questa serie sia qualitativamente di livello molto alto e si candidi prepotentemente ad essere non solo uno dei prodotti rivelazione di quest’anno, ma anche a cambiare quelle che sono i confini e le regole delle serie televisive e a ridurre ancora di più distanze e differenze che ancora sono presenti tra il grande e il piccolo schermo.

Quando arriverà in televisione The Young Pope?

L’attesa per The Young Pope è ormai alle stelle e dopo la proiezione delle prime due puntate nella affascinante cornice del Festival del Cinema di Venezia manca davvero poco al giorno d’inizio. Bisognerà infatti aspettare ancora poco più di un mese e mezzo per poter cominciare la visione di questa serie in dieci puntate. L’appuntamento è per il 21 ottobre in prima serata su Sky Atlantic, che trasmetterà i primi due episodi.

Per capire l’importanza di questo evento dal punto di vista televisivo ed artistico basti pensare al fatto che la serie verrà trasmessa in contemporanea in ben 110 dieci paesi, tra cui gli Stati Uniti: qui a mandarla in onda sarà ovviamente HBO, che ha avuto un ruolo fondamentale nel far nascere e nel portare avanti il progetto che segna l’arrivo di Sorrentino sul piccolo schermo.